Porn Studies, prima rivista scientifica sulle pornografie

porn studies logo

Feona Attwood

Feona Attwood

La casa editrice inglese Routledge ha pubblicato il 21 Marzo 2014 il primo numero di Porn Studies, attualmente l’unica rivista accademica al mondo che si occupa di pornografie. Curata da due sociologhe, Feona Attwood (Università del Middlesex) e Clarissa Smith (Università di Sunderland), la rivista ha cadenza trimestrale e il primo volume è scaricabile gratuitamente sul sito della Taylor & Francis.

Gli argomenti di cui si occuperà sono la storia della pornografia, l’analisi della sua produzione e del suo consumo, l’estetica del porno, la sua influenza e i suoi effetti sul pubblico, le metodologie e gli strumenti di ricerca sulle pornografie. Il carattere della rivista, quindi, vuole essere interdisciplinare, ampliando i suoi orizzonti dall’alveo dei Film e Media Studies (a loro volta appartenenti all’insieme dei Cultural Studies) agli studi sul Business, sul Marketing e sull’Interazione uomo-macchina, in questi ultimi casi per la rivoluzione subita dalla pornografia grazie alle nuove tecnologie e in particolare alla sua diffusione su internet.

Gail Dines

Gail Dines

La linea editoriale della rivista, discussa ormai dall’annuncio della sua pubblicazione, nell’estate del 2013, ha subito forti critiche da parte di attiviste anti-pornografia, come Gail Dines (Wheelock College di Boston), femminista del gruppo Stop Porn Culture, la quale ha accusato Feona Attwood e Clarissa Smith di sostenere una linea pro-porno, insinuando che su Porn Studies sarebbero state oscurate le ricerche sui danni della pornografia e definendo le due studiose “cheerleaders dell’industria (pornografica, ndr)”. Le sociologhe, rifiutando la annosa distinzione nel femminismo tra pro e anti-porno, non si sono dichiarate né a favore, né contrarie alla pornografia, sottolineando l’importanza di non presupporre una definizione valutativa di tutta la pornografia, ragionando sull’inutilità della censura e dichiarandosi piuttosto a favore dell’educazione alla distinzione tra finzione e realtà, e insistendo sulla necessità di riferirsi a una pluralità di pornografie, soluzione che richiama atteggiamenti espressi, ad esempio, da femministe come Anne Eaton, la quale distingue, sul piano morale, tra pornografia egualitaria e inegualitaria (2007).

Linda WIlliams

Linda WIlliams

Sin dalla loro nascita, che arbitrariamente si può attribuire alla pubblicazione nel 1989 di Hard Core: Power, Pleasure and the ‘Frenzy of the Visible, di Linda Williams, i Pornography Studies sono un campo di ricerca scientifica che ha mancato dell’omogeneità e della strutturazione dei propri problemi e dei propri metodi di ricerca necessarie affinché si potesse costituire come vera e propria disciplina. Questo è uno dei motivi per cui era necessario pubblicare questa rivista, vale a dire tentare di fare ordine tra ricerche e dibattiti che fino ad oggi non avevano avuto un luogo di pubblicazione proprio. Un altro motivo deriva dalla realtà stessa: l‘impatto sociale ed economico della pornografia sulla cultura occidentale degli ultimi decenni è stato talmente rilevante da non permettere al mondo accademico di continuare a ignorarlo, vizio che probabilmente era e, in parte, è dovuto alla cattiva reputazione morale ed estetica della pornografia. Sembra inoltre fondamentale in questi anni analizzare le varie forme di pornografia a causa della loro proliferazione – dovuta ai mutamenti nella produzione e nella distribuzione che il porno ha subito grazie a Internet -, che ha dato luogo alla nascita di pornografie alternative a quella mainstream, come quella amatoriale, quelle che rispondono alle varie nicchie culturali (e di mercato), quelle a carattere politico e, forse, quella che si può definire arte pornografica. Infine, come dice la stessa Attwood: “questi sviluppi sollevano importanti e nuovi problemi che potenzialmente aprono lo studio della pornografia a una più ampia considerazione dei modi in cui il sesso, la tecnologia e il sé sono rappresentati ed esperiti nelle società contemporanee” (2014: 2).

Segnalo, ripromettendomi di parlane più diffusamente, la presenza sul primo numero di Porn Studies di articoli scritti da ricercatori italiani, come Giovanna Maina (Università di Sunderland), Alessandra Mondin (Università di Sunderland) e Gabriele De Seta (Università di Hong Kong), da pornoattrici, come Stoya, e dalla stessa Linda Williams.

 

 


Bibliografia

Attwood, F. e Smith, C.

2014   Porn Studies, 1, 1.

Attwood, F. e Smith, C.

2014   Porn Studies: An Introduction, in “Porn Studies”, 1, 1, pp. 1-6.

Eaton, A. W.

2007   A Sensible Antiporn Feminism, in “Ethics”, 117, pp. 674-715.

Williams, L.

1989   Hard Core: Power, Pleasure and the ‘Frenzy of the Visible’, University of California Press, Berkeley.

 


Sitografia

Repubblica.it

Intervista a Feona Attwood

The Guardian

Porn Wars

Editors of sex studies journal attacked for promoting porn

Advertisements

One response to “Porn Studies, prima rivista scientifica sulle pornografie

  1. Pingback: SEP, Voce “Erotic Art” curata da Hans Maes | Tokyo Lucky Hole·

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s