Maryon Fayolle, arte erotica?

Disegno di Marion Fayolle

Disegno di Marion Fayolle

 


Indice

  • Marion Fayolle

  • Arte erotica?

  • Bibliografia + Sitografia

  • Gallery

 


Marion Fayolle

Illustrazione Marion Fayolle sul NYT

Marion Fayolle è una giovane illustratrice francese, protagonista dell’ultimo Mocca Arts Fest 2014 – che si è chiuso la settimana scorsa a New York -, i cui disegni sono stati pubblicati anche sulle pagine del New York Times. Dopo il diploma all’Ecole des Arts Décoratifs de Strasbourg, fonda, assieme a Matthias Malingrey e Simon Roussin, la rivista d’illustrazioni e fumetti Nictalope, e le sue illustrazioni, pubblicate in quattro libri – L’homme en pièces (2011), Le tableau (2012), Nappe comme Neige (2012) e Les coquins (2014) -, sono spesso definite erotiche (ad esempio, dalla  rivista Beautiful/Decay).

Le immagini di Fayolle hanno un tema determinato: le relazioni umane, e in particolare le relazioni di coppia. Spesso presentano scene surreali che disorientano lo spettatore, a volte a causa dell’assurdità delle situazioni, altre volte per la sostituzione degli organi sessuali con cibi, vegetali, animali e oggetti inanimati.

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Le ambientazioni oniriche, la loro atemporalità e la loro tensione, sono rese visivamente tramite l’assenza di sfondi, di dettagli, di chiaroscuro, in uno stile tipicamente grafico: i contorni delle figure netti, senza linea tonale, le campiture di colore uniformi, realizzate meticolosamente con una trama fitta di linee parallele.

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A causa di questa pulizia visiva e di questa vena surrealista, Maria Popova paragona Fayolle a illustratori come Luigi Serafini, Gregory Blackstock e Blexbolex, ma l’umorismo e il paradosso, uniti alla leggerezza di uno stile naif sono elementi fondamentali del suo lavoro, e la avvicinano ad artisti come Joan Cornellà, in entrambi i casi, infatti, le immagini si spingono ai limiti del grottesco.

Marion Fayolle

Marion Fayolle

Joan Cornellà

Joan Cornellà

Nelson Goodman dice che “una rappresentazione o descrizione è idonea, efficace, illuminante, sottile, suggestiva nella misura in cui il pittore o scrittore coglie relazioni inedite e significative” (2008: 36), e quale relazione è più inedita di quella tra pene e lumaca, e tra vagina e lattuga, e quale è più significativa di quella tra il pene che si nutre della vagina come una lumaca della lattuga? C’è qualcosa di profondamente lussurioso e mediato in questa immagine e nella sua metafora, ed è l’estraneità dei personaggi dai propri organi sessuali: la relazione sessuale tra uomo e donna, e quella tra pene/lumaca e vagina/lattuga sono contemporanee, ma indipendenti; è come se fossero ritratte quattro figure separate, ma profondamente correlate in vari modi tra loro (e non due figure con i sessi simbolizzati, o due figure e due nature morte). Disorientamento e tensione di questi disegni sono legati al potere delle metafore usate da Fayolle: “dove c’è metafora, c’è conflitto”, secondo Goodman, perché “una metafora è una faccenda che si svolge tra un predicato con un passato (lumaca e lattuga, ndr) e un oggetto che accondiscende protestando (pene e vagina, ndr, corsivi miei)” (2008: 67). È straniante associare gli organi sessuali ad animali viscidi e a cibi, ma è attraente immaginare il rapporto sessuale come rilassato nutrimento.

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Il dislocamento metaforico sessi/oggetti è centrale per comprendere anche la natura particolare di queste illustrazioni, cioè il loro essere indipendenti da un testo, dalle parole che solitamente sono il centro della narrazione in un libro illustrato, pur non rinunciando a raccontare una storia. I disegni di Fayolle stanno in piedi da sé, sono autonomi grazie all’originalità e alla forza delle metafore presentate, delle situazioni descritte visivamente e della loro dimensione formale ed espressiva, e sono predominanti rispetto alle parole di cui dovrebbero essere mere illustrazioni. L’artista stessa dice di partire, nel processo creativo, da una suggestione visiva, di elaborare un’immagine e, solo in seguito, di costruire una storia che giustifichi il nucleo metaforico dell’immagine: “le cose si scrivono per il disegno“.

fayolleillustration10-600x469[1]fayolleillustration17-600x629[1]coquins-gp-16-94c84

fayolleillustration15-640x463[1]L’intimità del rapporto di coppia, il pudore, il senso di precarietà presente nei suoi lavori sono descritti infine dalla metafora latente in molte delle sue opere, ovvero quella delle persone come oggetti inanimati, ritratte come passivi spettatori della scena di cui sono protagonisti. I suoi personaggi, a volte, sono delle nature morte: “i miei personaggi non hanno una voce. Allora diventano degli oggetti“. La sessualità rappresentata è costantemente in tensione tra desiderio e passività, il pene è un razzo in partenza, ma l’uomo è in una posizione supina, statica, la penetrazione è un treno in corsa, ma gli amanti sono immobili come bambole di pezza.

 


Arte erotica?

I lavori di Fayolle rappresentano spesso rapporti, organi e azioni sessuali, ma questo basta per considerarli erotici? La rappresentazione avviene in modo implicito (metaforico), con uno stile non realistico, questo è un limite che non permette di parlare di erotismo (o pornografia)? Il contenuto sessualmente implicito sembra sufficiente a considerare erotiche immagini come quelle che raffigurano le labbra carnose di una persona mentre addenta una fragola, o a etichettare come arte erotica le Conchiglie di Georgia O’Keeffe e la Santa Teresa d’Avila del Bernini, perché non dovrebbe permettere di catalogare i disegni di Fayolle come arte erotica? 

Georgia O'Keeffe, Conchiglia

Georgia O’Keeffe, Conchiglia

Bernini, Santa Teresa d'Avila

Bernini, Santa Teresa d’Avila

Nell’articolo successivo si proverà a capire se le immagini di Fayolle possono essere considerate arte erotica, analizzando le riflessioni di un filosofo contemporaneo, Jerrold Levinson, sull’arte erotica, i suoi confini e, in generale, sulla tassonomia delle immagini sessuali.

 


Bibliografia

Marion Fayolle

2011   L’homme en pièces, éditions Michel Lagarde, Paris.

2012a   Le tableau, Julien Magnani, Paris.

2012b  Nappe comme Neige, éditions Notari, Genève.

2014   Les coquins, Julien Magnani, Paris.

Nelson Goodman

2008   I linguaggi dell’arte (1969), tr. it. Franco Brioschi, Il Saggiatore, Milano.

Sitografia

Marion Fayolle
Rivista Nictalope

Gallery


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